"La questione non è dimostrare
o meno che discendiamo dalle  scimmie;
quello che va tenuto fermo è di non risalirci"

Gustave Flaubert

Cosa è la fede

La fede è la profonda convinzione che Dio, attraverso Cristo nello Spirito Santo, è presente ed agisce realmente nella Chiesa.

Credere significa essere convinti che Dio è sufficientemente grande da prendere in considerazione anche ciò che è piccolo.
E’ essere convinti che Egli possa realmente agire, e agisce, nel mondo.
E’ la convinzione che Egli, per il fatto che c’è e che la nostra vita sta difronte a Lui, è la cosa più importante di questa nostra vita.
Solo dove questa convinzione dà forma alla vita, la fede è integra.
Ciò che oggi paralizza la Chiesa è quella mediocrità che pensa di dover giustificare la fede in Dio con il fatto che PERO’ noi lavoriamo davvero ed essenzialmente per migliorare il mondo.
E, così, in breve tempo la parola ‘Dio’ diviene una parola vuota.
Se analizziamo le frasi - persino alcune preghiere - in cui compare il nome ‘Dio’, è spesso facile notare come il vero soggetto della frase siamo sempre e comunque noi.
Che - in sostanza - non ci si aspetta NULLA da Lui, e quelle formule solenni sono solo un modo per infondersi coraggio.
Da tale mediocrità si finisce poi in una frenesia del dover fare da soli che è deleteria.
Solo se siamo certi che la Chiesa ed il mondo sono nelle mani di dio, possiamo - pieni di fiducia e di speranza - mettere da parte l’impossibile e, a partire da Lui, fare il possibile.
Chi crede non deve essere una specie di altoparlante di teorie impersonali o di opinioni di un GRUPPO.
Nulla è peggio e più sgradevole di un parlare per temi prefabbricati, che oggi sempre più porta alla spersonalizzazione del pensiero e della parola, svuotando sia il nostro linguaggio sia i rapporti che di esso si nutrono.
Perché una persona sia una persona di fede deve prima di tutto essere una persona che personalmente crede e nella quale l’unica fede, in quanto espressione della sua persona, si rinnova come avvenimento.
A qualunque cosa l’uomo tenda nella sua ricerca di fede, è qualcosa che va oltre l’infinita serie di posizioni soggettive.
E’ cioè qualcosa che porta in sé la garanzia di ciò che è più grande, la verità.
E’ importante sapere che nessuno agisce per se stesso, bensì la nostra persona  deve passare in secondo piano rispetto a ciò che lo ha afferrato e liberato.
Ma la liberazione dal dominio del soggettivismo e dell’io non avviene attraverso la spersonalizzazione: avviene quando entriamo con tutto il nostro io nella verità.
Allora parliamo personalmente, ma non per noi stessi, bensì per colui che solo - quando lo si incontra - ci fa diventare davvero persone.
Parlare a titolo personale partendo da una fede profonda significa nel medesimo tempo non parlare a titolo personale.
La più profonda personalizzazione e la più completa liberazione dal puro soggettivismo vanno insieme.

(Ratzinger, Riflessioni in occasione di un anniversario, Opera Omnia XII)