"L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera"
(Richard Bach)

Mostrare vero il falso e il falso vero

“Quando infatti la derisione è diretta contro la colpa, non si acquista certo nessun merito in virtù della derisione.
Ma viene derisa la semplicità del giusto” (Gb12,4 volg.).
La sapienza di questo mondo sta nel coprire con astuzia i propri sentimenti, nel velare il pensiero con le parole, nel mostrare vero il falso e falso il vero.

Al contrario la sapienza del giusto sta nel fuggire ogni finzione, nel manifestare con le parole il proprio pensiero, nell’amare il bene così com’è, nell’evitare la falsità, nel donare gratuitamente, nel sopportare più volentieri il male che farlo, nel ritenere un guadagno un’offesa subita a causa della verità.
Ma questa semplicità del giusto viene derisa, perché la purezza di intenzione viene considerata stoltezza dai ‘sapienti’ di questo mondo.
Infatti essi ritengono tutto ciò che viene fatto con innocenza senz’altro una cosa stolta; e tutto ciò che la verità approva nell’agire, suona come sciocchezza per la sapienza di questo mondo.
Compi cose mirabili e ne ricevi insulti.
Ma mentre le lodi ti avrebbero tirato fuori di te, gli oltraggi ti costringono a rientrare in te steso, e tanto più saldamente ti attaccherai a Dio nel tuo interno quanto non hai trovato all’esterno dove riposare”.

(San Gregorio Magno, dal Commento al libro di Giobbe)