"L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera"
(Richard Bach)

Piccola Riflessione

Un grande intellettuale, sacerdote, del secolo passato, don Giuseppe  de Luca affermava : "A chi fugge dal Dio vero, tutto diviene un dio falso" o ancora  , citando il Febvre : "Ciò che un uomo crede non è di poca o privata rilevanza, credendo l'uomo sempre in qualcosa, magari credendo di non credere. Il meno credulo degli uomini , infatti ,a parer nostro, deve considerarsi il credente cattolico".

Questo giudizio sul fatto che la fede cristiana, cattolica in particolare, consenta -contrariamente a tutta la qualunquistica visione degli contemporanei- una lucidità critica di visione delle cose a me ricorda moltissimo i giudizi di don Giussani.

La sua idea di Fede.
Addirittura la sua fondazione in età giovanile dello "Studium Christi".

La difesa della valenza culturale e di capacità critica che ha la Fede, in don De Luca si fondava indiscutibilmente su di una realtà che egli non cessò mai di spiegare lungo l'arco della sua intera vita e lo portò a dedicarle un famoso Archivio all'interno di una  Casa Editrice, da lui fondata allo scopo.
La parola è pietà.
Don  Giuseppe de Luca, definisce la pietà come totalmente, anzi ontologicamente differente dal  mero sentimento o  impulso irrazionale.
Essa è  definita  "la presenza di Dio riconosciuta, amata, implorata".
Se questo- a parole- era anche il concetto di base di tanti sacerdoti in 'prima linea' nel Post Concilio, in realtà si infiltrava,  nella 'sbrigatività' riservata ad una immensa parte della vita spirituale cristiana -nella comune 'svendita' al ribasso di merito, sacrificio, sacramenti, Comandamenti, devozioni- quel virare alla pura generosità dell'impegno.
Impegno che-in questo caso- combatte per l'affermazione di un'identità intesa, nel giro di poco dallo scatto iniziale, inevitabilmente  come pura affermazione di potenza.
Nei tipi ‘agguerriti’, nella variante leninistica di 'occupazione dei luoghi di potere'.
In tutti gli altri, nella creazione di tante ONG.