"La questione non è dimostrare
o meno che discendiamo dalle  scimmie;
quello che va tenuto fermo è di non risalirci"

Gustave Flaubert

Rendere Accessibile al Nostro Tempo la Ragionevolezza della Fede Cristianana

Sulla Teologia e lo studio della Bibbia

(...) L'Università e la società, l'umanità, infatti, hanno bisogno di domande, ma hanno bisogno anche di risposte.

E ritengo che a tal riguardo appaia per la Teologia - e non solo per la Teologia - una certa dialettica tra la rigida scientificità e la domanda più grande che la trascende e ripetutamente in essa emerge la domanda sulla verità.
Un esempio. Un esegeta, un interprete della Sacra Scrittura, deve spiegarla come opera storica “secundum artem”, cioè con la rigida scientificità che conosciamo, secondo tutti gli elementi storici che ciò richiede, secondo la metodicità necessaria.
Questo da solo, tuttavia, non basta, perchè egli sia un teologo. Se si limitasse  a fare questo,allora la teologia, o comunque l'interpretazione della Bibbia, sarebbe qualcosa di simile all'Egittologia o all'Assirologia, o a qualunque altra specializzazione. Per essere teologo e per svolgere il servizio per l'Università, e oso dire, per l'umanità, egli deve andare oltre e domandare: “Ma è vero ciò che lì vien detto? E se è vero, ci riguarda? E in che modo ci riguarda? E come possiamo riconoscere ciò che è vero e ci riguarda?
Ritengo che in questo senso la teologia, pur nell'ambito della scientificità, sia richiesta ed interpellata sempre anche al di là della scientificità. L'Università, l'umanità ha bisogno di domande. Laddove non vengono più poste domande, fino a quelle che toccano l'essenziale, e vanno oltre ogni specializzazione, non riceviamo più nemmeno delle risposte. SOLO SE DOMANDIAMO e SE con le nostre domande SIAMO RADICALI,possiamo sperare di ottenere delle risposte a queste domande fondamentali che ci riguardano tutti. INNANZITUTTO DOBBIAMO DOMANDARE. CHI NON DOMANDA NON RICEVE RISPOSTA. Ma, aggiungerei, per la Teologia occorre, oltre il coraggio di domandare, anche l'umiltà di ascoltare le risposte che ci dà la fede cristiana: l'umiltà di percepire in queste risposte la loro RAGIONEVOLEZZA e di renderle in tal modo nuovamente accessibili al nostro tempo e a noi stessi. Così non solo si costituisce l'Università, ma anche SI AIUTA L'UMANITA' A VIVERE.

(alla Delegazione della facoltà teologica di Tubinga, 24 luglio 2007)