"L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera"
(Richard Bach)

Che cos'è la libertà

(20 Febbraio '09)

(...)
Vogliamo vedere che cosa ci dice san Paolo con questo testo:”Siete stati chiamati alla libertà”.
LA LIBERTA' in tutti i tempi è stata il  grande sogno dell'umanità, sin dagli inizi, ma particolarmente nell'epoca moderna.
Sappiamo che LUTERO si è ispirato a questo testo della Lettera ai Galati e la conclusione è stata che la regola monastica, la gerarchia, il magistero, gli apparvero come un giogo di schiavitù da cui bisognava liberarsi.
Successivamente , il periodo dell'Illuminismo è stato totalmente guidato, penetrato da questo desiderio di libertà, che si riteneva di aver finalmente raggiunto.

Ma anche il marxismo si è presentato come strada verso la libertà.
Ci chiediamo stasera: COSA E' LA  LIBERTA'?
Come possiamo essere liberi?
San Paolo ci aiuta a capire questa realtà complicata che è la libertà, inserendo questo concetto in un contesto di visioni antropologiche e teologiche fondamentali.
Dice: ”Questa libertà non divenga un PRETESTO per vivere secondo la carne, ma mediante la carità, siate al servizio gli uni degli altri.”
Il rettore ci ha già detto che carne NON e'  corpo, ma carne, nel linguaggio paolino, è espressione della ASSOLUTIZZAZIONE dell'io, dell'io che vuole essere tutto e prendere per sé tutto.
L'io assoluto che non dipende da niente e da nessuno, sembra possedere realmente, la libertà.
Sono libero se non dipendo da nessuno, se posso fare tutto quello che voglio.
Ma proprio questa assolutizzazione dell'io è la CARNE, cioè degradazione dell'uomo, non conquista della libertà: è libertinismo che è piuttosto il FALLIMENTO della libertà.
E Paolo osa proporre un paragone forte:”Mediante la carità siate al servizio(gr.douléuete)”: cioè la libertà paradossalmente si realizza nel servire: diventiamo liberi se diventiamo servi gli uni degli altri.
Così Paolo mette tutto il problema della libertà nella luce del della VERITA' dell'uomo.
Ridursi alla 'carne' , apparentemente elevandosi al rango di 'divinità '-introduce nella MENZOGNA.
La realtà, infatti, non è così: l'uomo non è un assoluto, quasi che l'io possa isolarsi e comportarsi solo secondo la propria volontà.
Questo E' CONTRO LA VERITA' del NOSTRO ESSERE.
La nostra verità è che innanzitutto SIAMO CREATURE, creature di Dio e viviamo solo nella relazione con il Creatore:SIAMO ESSERI  RELAZIONALI.
SOLO accettando questa nostra relazionalità entriamo nella verità, altrimenti cadiamo nella menzogna ed,  in essa, alla fine, ci distruggiamo. Siamo creature, quindi DIPENDENTI dal nostro Creatore.
Durante l'Illuminismo, soprattutto al filone ateistico, questo appariva come una dipendenza dalla quale occorreva liberarsi.
La nostra dipendenza, in realtà, ci sarebbe fatale, solo se questo Dio creatore fosse un tiranno, come sanno essere i tiranni umani, e non un Essere buono.
Se, invece, questo creatore ci ama e la nostra 'dipendenza' non è altro che essere nello spazio del suo amore, allora, proprio la 'dipendenza', è libertà.
In questo modo infatti siamo nella carità del Creatore, siamo uniti a Lui, a tutta la sua realtà, a tutto il suo potere.
QUESTO E' IL PRIMO PUNTO: essere creatura vuol dire essere amati dal creatore, essere in questa relazione d'amore che egli ci dona, con la quale ci PREVIENE.
Da ciò, deriva innanzitutto la nostra VERITA', che- nello stesso tempo- è chiamata alla carità.
Perciò: vedere Dio, orientarsi a Dio, conoscere Dio, inserirsi nella volontà e nell'amore di Dio é entrare sempre più nello spazio della VERITA'.
Questo cammino della conoscenza di Dio, della relazione  di amore con Dio é la straordinaria avventura della nostra vita cristiana: perché conosciamo in Cristo il volto di Dio, che ci ama fino alla Croce, fino al dono di se stesso.
MA:

  1.  la relazionalità creaturale implica anche un secondo tipo di relazione: siamo in relazione con Dio, ma insieme, come famiglia umana, siamo anche in relazione l'uno con l'altro.
    In altre parole, libertà umana è, da una parte, essere nella gioia e nello spazio ampio dell'amore di Dio, ma implica anche essere una cosa sola con  con l'altro e per l'altro.
    NON C'E' LIBERTA' CONTRO L'ALTRO.
    Se io assolutizzo me stesso, divento nemico dell'altro, non possiamo più convivere: tutta la vita diventa crudeltà, diventa fallimento. Solo una libertà condivisa è libertà umana: nell'essere insieme possiamo entrare nella sinfonia della libertà.
    QUESTO E' UN ALTRO PUNTO DI GRANDE IMPORTANZA: solo accettando l'altro, accettando anche l'apparente limitazione che deriva alla mia libertà dal rispetto per quella dell'altro, solo inserendomi nella rete di dipendenze che ci rende, finalmente, una famiglia, io sono in cammino verso la liberazione comune.
  2. Qui APPARE un elemento molto importante:QUAL E' LA MISURA DELLA CONDIVISIONE DELLA LIBERTA'.
    Vediamo che l'uomo ha bisogno di ordine, di diritto , perché possa così realizzarsi la sua libertà che è una libertà vissuta in comune.
    Come possiamo trovare questo ordine giusto, nel quale nessuno sia oppresso, ma ognuno possa dare il suo contributo per formare questa sorta di concerto delle libertà?
    SE NON C'E' UNA VERITA' COMUNE DELL'UOMO, quale appare nella visione di Dio, rimane solo il positivismo, e si ha l'impressione  sempre di qualcosa di imposto a volte anche in maniera violenta.
    Da qui la ribellione contro l'ordine ed il diritto visti come se si trattasse di schiavitù.
  3. ma , se possiamo trovare l'ordine del Creatore nella nostra natura, L'ORDINE DELLA VERITA' CHE DA' AD OGNUNO IL SUO POSTO, ordine e diritto possono proprio essere strumenti di libertà contro la schiavitù dell'egoismo.
    SERVIRE UNO ALL'ALTRO diventa STRUMENTO DI LIBERTA' (v. Dottr.Soc. della Chiesa).
    LA PRIMA REALTA' DA RISPETTARE, quindi, E' LA VERITA': libertà contro la verità NON è libertà. 
    Servire l'uno all'altro crea il comune spazio della libertà.(...)
    Conosciamo tutti le belle parole di Agostino”Dilige et fac quod vis"-"Ama e fa ciò che vuoi”.
    Quanto dice Agostino è la verità se abbiamo capito bene la parola 'amore'.
    Ama e fa ciò che vuoi : ma dobbiamo realmente essere penetrati nella comunione con Cristo, esserci identificati con la sua morte e resurrezione, essere uniti a Lui nella Comunione del suo Corpo.
    NELLA PARTECIPAZIONE AI SACRAMENTI, nell'ascolto della Parola di Dio,realmente la volontà divina, la legge divina entra nella nostra volontà,la nostra volontà si identifica con la Sua, diventano UNA SOLA VOLONTA',e, così, SIAMO REALMENTE LIBERI, possiamo realmente fare ciò che vogliamo, perché VOGLIAMO CON CRISTO, vogliamo con la Verità e nella Verità.
    Che il Signore ci aiuti in questo cammino cominciato con il Battesimo, un camino di identificazione con Cristo, che si realizza sempre di nuovo nell'Eucarestia.
    (...) 
    Dietro questa parola-la legge è compiuta- dietro quest'unica parola che diventa realtà nella comunione con Cristo, appaiono dietro al Signore tutte le figure dei Santi che sono entrati in questa comunione con Cristo, in questa unità dell'essere, in questa unità con la sua volontà.
    Appare soprattutto la Madonna, nella sua umiltà, nella sua bontà, nel suo amore.
    La Madonna ci dà questa fiducia, ci prende per mano, ci guida, ci aiuta nel cammino dell'essere uniti alla volontà di Dio come Lei lo è stata sin dal primo momento e ha espresso questa unione nel suo fiat .

Dopo queste belle cose , nella Lettera c'è un accenno alla situazione un po' triste della comunità dei Gàlati: quando Paolo dice:”Se vi mordete e vi divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni con gli altri...Camminate secondo lo Spirito”.
Accenna così alle polemiche che nascono dove la fede degenera in INTELLETTUALISMO e l'umiltà viene sostituita dall' ARROGANZA di essere migliori dell'altro.
Vediamo bene che anche oggi accadono cose simili, dove, invece di inserirsi nella comunione con Cristo, nel Corpo di Cristo che é la Chiesa, ognuno vuole essere superiore all'altro e con arroganza intellettuale vuol far credere che lui sarebbe migliore. Così nascono le polemiche che sono distruttive, nasce una CARICATURA della Chiesa, che dovrebbe essere un cuor solo ed un'anima sola.
Non pensiamo di essere superiori agli altri, ma mettiamoci nell'umiltà di Cristo, nell'umiltà della Madonna, entriamo nell'obbedienza della fede.
Proprio così si apre anche a noi il GRANDE SPAZIO DELLA VERITA' E DELLA LIBERTA', nell'amore.