"Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura"

E.Dickinson

La verità allora viene suggerita come lontana e incapace di mostrare il suo potere; al contrario invece dell'opinione degli uomini che esiste, che sperimentiamo in ogni istante pena l’esclusione dal consesso 'civile'. È questa che in realtà si mostra potere dominante".
Probabilmente nessuno dei partecipanti al ritiro spirituale per sacerdoti di CL a Collevalenza predicato da J. Ratzinger nel 1986, avrebbe immaginato di vedere queste tragiche parole venire illustrate proprio dal successore di Pietro, una trentina di anni dopo.
Parlare di un mondo in balìa della "mentalità corrente", infatti è sempre stato esercizio preferenziale in quel movimento ecclesiale. Il tratto distintivo del quale era la parola 'giudizio' (il ‘mè suskematizestai’ di paolina memoria).
Il famoso 'giudizio', riguardo le vicende elettivamente legate alla fede, quelle cioè più strettamente liturgiche (assistiamo ignavi - causa covid - alla penosa burocratizzazione e omologazione della Chiesa al potere sedicente sanitario), come mostrato dallo stravolgimento delle celebrazioni e, quindi, del loro significato è praticamente scomparso.
Ma, al peggio non c’è mai fine: ci tocca sentire gli operatori mass mediatici i quali - quando - finalmente - la Cei e monsignor Parolin dicono 'qualcosa di cristiano', cioè semplicemente ragionevole, che a gran voce e con titoloni si domandano: "Ma il Papa lo sapeva? Lo sa il Papa che voi dite qualcosa (di ragionevole e) persino cristiano - riguardo l'assurdità della legge Zan"
La televisione - depositaria dell'opinione che è potere, come diceva a Collevalenza Ratzinger - ritiene di dover sollevare il dubbio che i monsignori parlino - siccome parlano diverso da essa stessa televisione, addirittura, disobbedendo al Papa!
Ma l'assurdo consiste, ahimè, semplicemente e tragicamente nel fatto che questo dubbio significa una cosa sola: che il Papa - il Papa delle interviste esclusive a Scalfari - è dei 'loro'.
Lasciava basiti - se qualcosa potesse ancora stupirci - dover assistere, subito dopo questo vociare mediatico, al Parolin costretto pubblicamente a testimoniare che "il Papa è d'accordo con lui come pure con gli altri vescovi italiani" …
Mi chiedo, allibita, quando mai, solo pochi anni fa, si sarebbe ritenuto sfacciatamente che l'opinione pubblica sappia meglio di un segretario di Stato vaticano il parere di un Papa?
Posso solo pensare che, alla faccia dei tempi moderni, nulla sia cambiato da quando - siamo nel 1937 - Pio XI nella sua Divinis redemptoris -, per stigmatizzare il male contingente di allora, cioè l'imperversare del comunismo, con tutto lo sciame di errori e dolori che stava regalando all'umanità, scriveva: ”Siamo assaliti da una propaganda veramente diabolica. Quale forse il mondo non ha mai veduto (e ancora, allora, si ignorava la lobby omotrans ecc. ecc. sessuale) e che abilissimamente si adatta alle condizioni dei diversi popoli. Propaganda che dispone di grandi mezzi finanziari, di gigantesche organizzazioni, di congressi internazionali, di innumerevoli forze ben addestrate; propaganda che si fa attraverso fogli volanti e riviste, nei cinematografi, nei teatri, con la radio, nelle scuole e nelle Università, penetrando a poco a poco in tutti i ceti delle popolazioni anche migliori, senza che si accorgano del veleno che sempre più invade le menti".
La cosa commovente, e che nel ’37 difficilmente si poteva arguire, è che - forse - proprio dai paesi conquistati dal comunismo - questo buco nero della storia umana - che angosciava giustamente il papa, arrivi oggi la sola voce non omologata ai grandi poteri alleati contro l'umanità: Polonia o Ungheria, per esempio.
Paesi che hanno conosciuto il danno che il materialismo ateo ha perpetrato sull'uomo e che oggi esigono, per esempio, venga tutelata una chiara identità sessuale naturalmente fondata e non su scelte di ‘genere’ qualunque.
Sono 10 su 27 i Paesi europei che hanno rifiutato di firmare la lettera della Ue conto l'Ungheria di Orban. Si tratta di Paesi dell'Europa centro-orientale (tutti quanti, tranne Estonia e Lettonia). Si rifiutano di biasimare gli ungheresi per la legge che impedisce alle organizzazioni Lgbt di coinvolgere i minorenni.
L'Europa, nonostante le folli dichiarazioni della von der Leyen, è quindi spaccata in due. L'Ungheria non è affatto isolata. Da una parte vi sono i Paesi ex comunisti, dall'altra l'Europa occidentale americanista che vuole la propaganda omoerotica rivolta ai minorenni.
Il grande paradosso è il seguente: le dittature comuniste, per quanto terribili, hanno impedito all'Europa centro-orientale di cadere ad un livello ancora inferiore: nella barbarie del capitalismo assoluto totalitario e del Sessantotto pensiero. La dittatura del denaro è la peggiore di tutte le dittature.

(immagine: Lago di Resia)