"L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera"
(Richard Bach)

Così il direttore generale dell’agenzia AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, Magrini, si felicita del via libera dato alla vendita anche a minorenni, e senza ricetta, della pillola dei 5 giorni, Ulipristal acetato che, assunto entro 120 ore dal rapporto ‘non protetto’, garantisce l’aborto.
La notizia della "Svolta a tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti" come titola il Corriere della Sera di oggi, 11 ottobre 2020, sui media è apparsa in contemporanea con l’altra, che riguarda sempre gli adolescenti, ma per via della beatificazione di uno di essi, Carlo Acutis (1991-2006).
Lo stridore, al limite del frantumarsi dei vetri, che la contemporaneità di queste vicende mi ha prodotto dentro, è inenarrabile.
Semi folgorata dall'incredibile ammucchiata di comunicazioni senza capo né coda che ci riversano addosso quotidianamente media e main stream, non ho potuto fare altro che chiedermi se tutto questo abbia un senso.
E la risposta è stata: no.
Non ce l’ha un senso.
Non ha un senso che, mentre un quindicenne, bravissimo col computer ed in tutti i campi, essendo pure bello, dedica il suo tempo libero all'eucarestia quotidiana, a pregare e ad aiutare i più fragili, così dimostrando di cosa siano capaci i famosi adolescenti quando non vengano manipolati dagli ‘adulti’, nel mentre, gli ‘adulti’ si autonominino eroi per aver ottenuto il modo di farli diventare teen killers senza rimpianti.
Ci si vede costretti ad ammettere, ad uno sguardo lucido, che ci sono infinite risorse nei nostri figli che, da ogni parte, vengono accuratamente indirizzate verso la preoccupazione sessuale, non affettiva, puramente genitale, proprio nel tempo in cui ancora nemmeno sanno bene cosa siano loro stessi, cosa il Destino li abbia chiamati a fare su questa Terra.
L’ipocrisia degli ‘adulti’ allora è dichiararsi preoccupati di ‘tutelarne la salute’.
E come?
Fornendogli il mezzo per liberarsi del risvolto logico e naturale delle loro bravate di letto.
E c’è chi - vedi Magrini - per questo si ritiene anche un custode dell’etica!
Infatti - dice lui - se la ragazzina si ritrova ‘sola’ a dover fronteggiare l’accaduto, ecco che darle una pillola che ‘sbarazza’ l’utero come la dolce Euchessina sbarazza l’intestino, ci promuove ipso facto a benefattori dell’universo Cosmo.
Nemmeno una parola sul fatto che la ragazzina abbia permesso al compagno di scuola di fare quello che poi - ma da donne fatte le responsabilità e le forze per reagire sono differenti - più o meno tutte le donne devono riconoscere nel corso delle loro vite è monotonamente quasi l'unico obiettivo dei loro partners - divertirsi.
E, soprattutto, nemmeno una parola riguardo i guadagni ed il lucro delle agenzie farmaceutiche sull’infinita voglia di essere amati che i quindicenni possono avere e che -
Essere amati, disperatamente: ecco cosa desiderano i ragazzini.
E i minorenni, per definizione, sono ragazzini.
Come potrebbero mai pensare - avendone un bisogno così totale loro per primi - di dover invece amare quello che nasce dalle loro bravate?
E poi… prosegue questo Solone della farmaceutica - devono studiare e fare i compiti, non si può pretendere che portino avanti delle gravidanze…
E - infatti - se invece che a letto, coi compagni ci andassero essenzialmente per studiare, forse non dovrebbero ricorrere a piccoli atti di denegazione omicida ogni qual volta si sono distratti e quindi si ritrovano coi compiti ancora da fare.
Immersa in questo scenario trucidissimo innanzitutto di povertà umana di base, la notizia dell’adolescente beatificato: come stona tutto questo… Persino l’esigenza dell’oggettività cronachistica non riesce a risparmiarci una dissonanza acustica che ci fa dire: "Ma chi è, chi? Ma di cosa stiamo parlando?"
In realtà io credo che stiamo parlando del trionfo dell’ irrazionalità pura su qualunque moto di umana razionalità - sottolineo ‘umana’ giacché, sempre per la serie ‘è tutto un delirio’, poco fa al ‘cordone per la pace’ Assisi-Perugia, in TV,  si potevano leggere, tra le bandiere arcobaleno (assurte a segno della Pace pure nella terra dove la Pace ha sempre avuto un unico nome: Cristo), cartelli innalzati da manifestanti che dichiaravano “Gli animali sono nostri fratelli” - del trionfo del puro disordine su ogni minimo sprazzo di ordine.
Occorre dire che, forse gli incubi fanno meno paura.
Dall’incubo prima o poi ci si risveglia.
Lo sdoppiamento delle personalità, invece, è duro da recuperare e da sempre è fonte di studi psichiatrici e terapie particolari.
Il ragazzino prossimo santo indica fortunatamente che quando è possibile scegliere di non legare solo alle proprie pulsioni una intera vita - sia pure destinata a durare tanto poco, come quella di Carlo - la vita diventa creativa ed esplode di colori.
Se si sceglie di chiudersi nella solitudine del proprio corpo irredento e che i nostri genitori ed educatori ci hanno permesso di vivere come irredento, coperto di abiti firmati ma irredento, la vita si isola in un cesso dove liberarsi di un’altra vita.
Carlo, probabilmente, si sarà innamorato pure lui, ma in questo, ha scelto la Vita, ha scelto Cristo.
E infine, ne ha ricevuta talmente tanta da non potere più contenerla per sé solo: ha amato fino a morire.
Non fino a far morire.