"L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera"
(Richard Bach)

(...) In primo luogo e soprattutto, ogni istituzione educativa cattolica è un luogo in cui incontrare  il Dio vivente, il quale in Gesù Cristo rivela la forza trasformatrice del suo amore e della sua verità (Spe salvi, 4).
Questa relazione suscita il desiderio di crescere nella conoscenza e nella comprensione di Cristo e del suo insegnamento.

Coloro che lo incontrano sono portati dalla potenza del Vangelo a condurre una nuova vita caratterizzata da tutto ciò che è bello, buono, vero: una vita di testimonianza cristiana nutrita e rafforzata entro la comunità dei discepoli di Nostro Signore, la Chiesa.

(...) La rivelazione di Dio offre ad ogni generazione la possibilità di scoprire la verità ultima sulla propria vita e sul fine della storia. Questo compito non è mai facile: coinvolge l'intera comunità cristiana e motiva ogni generazione di educatori cristiani a garantire che il potere della verità di Dio permei ogni dimensione delle istituzioni che  essi servono.

(...) i nobili scopi dell'educazione sono fondati sull'unità della verità.

(...) Tutte le attività della Chiesa scaturiscono dalla sua consapevolezza di essere portatrice di un messaggio che ha la sua origine in Dio stesso: nella sua bontà e sapienza, Dio ha scelto di rivelare se stesso e di far conoscere il proposito nascosto della sua volontà.(Dei Verbum 2; Ef 1, 9).
Il desiderio di Dio di farsi conoscere e l'innato desiderio di ogni essere umano di conoscere la verità forniscono il contesto della ricerca umana sul significato della vita.
Questo incontro unico è sostenuto dentro la nostra comunità cristiana: CHI CERCA LA VERITA' DIVENTA UNO CHE VIVE DI FEDE (cfr. Fides et Ratio, 31).
Ciò può essere descritto come un movimento dall'io al noi, che porta il singolo ad essere annoverato nel popolo di Dio.
L'identità di una scuola o un'Università Cattolica non è semplicemente una questione di numero di studenti cattolici. E' una questione di convinzione: CREDIAMO NOI VERAMENTE CHE SOLO NEL MISTERO DEL VERBO  FATTO CARNE DIVENTA VERAMENTE CHIARO IL MISTERO DELL'UOMO? (cfr.Gaudium et spes,22).
SIAMO NOI VERAMENTE PRONTI AD AFFIDARE IL NOSTRO INTERO IO - intelletto e volontà, mente e cuore - A DIO?
Accettiamo NOI la verità che Cristo rivela?
Nelle nostre Università e scuole la fede è “tangibile”? Le viene data fervida espressione nella liturgia, nei Sacramenti, mediante la preghiera, gli atti di carità, la sollecitudine per la giustizia e il rispetto per la creazione di Dio?
Da questa prospettiva si può riconoscere che la contemporanea “crisi di verità” è radicata in una “crisi di fede”. Solo mediante la fede noi possiamo dare liberamente il nostro assenso alla testimonianza di cui abbisogniamo per capire noi stessi. Perciò una particolare responsabilità per noi è quella di suscitare tra i giovani il desiderio di una ATTO DI FEDE: è qui che la libertà raggiunge la certezza della verità.
Nella scelta di vivere secondo tale verità, noi abbracciamo la pienezza della vita di fede che ci è data nella Chiesa.
Pertanto l'identità cattolica non dipende dalle statistiche. Neppure può essere semplicemente equiparata con l'ortodossia naturalmente contenuta. Ciò richiede ed ispira molto di più: e cioè che ogni aspetto delle vostre comunità di studio si riverberi nella vita ecclesiale di fede. Solo nella fede, infatti, la verità può farsi incarnata e la ragione veramente umana, CAPACE DI DIRIGERE LA VOLONTA' LUNGO IL SENTIERO DELLA LIBERTA'. (Spe salvi, 23).

(...) E' perciò importante ricordare che la verità della fede e quella della ragione non si contraddicono mai.
La missione della Chiesa, la coinvolge di fatto nella lotta che l'umanità sostiene per raggiungere la verità. Nell'esprimere la verità rivelata essa serve tutti i membri della società purificando la ragione, assicurando che essa rimanga aperta alla considerazione delle verità ultime: non è la prassi a creare la verità, ma è la verità che deve servire come base della prassi. Lungi dal minacciare la tolleranza della legittima diversità, la Chiesa mai si stanca di sostenere le categorie morali essenziali del giusto e dell'ingiusto, senza le quali la speranza può solo appassire aprendo la strada a freddi calcoli pragmatici utilitaristici che riducono la persona a poco più di una pedina su un ideale scacchiere.

(...) VERITA' SIGNIFICA DI PIU' CHE CONOSCENZA: conoscere la verità ci porta a scoprire il bene: la verità parla all'individuo nella sua interezza, invitandoci a rispondere con tutto il nostro essere. Questa visione ottimistica è fondata sulla nostra fede cristiana, perché IN TALE FEDE E' DONATA LA VISIONE DEL Logos, la creatrice Ragione di Dio, che nell'Incarnazione si è rivelata come Divinità essa stessa. LUNGI dall'essere solo una comunicazione di DATI FATTUALI -”informativa” - la verità amante che è propria del Vangelo, è creativa e capace di CAMBIARE LA VITA è, cioè, “performativa” (Spe salvi, 2).
Gli educatori cristiani possono liberare i giovani dai limiti del positivismo e risvegliare la loro ricettività nei confronti della verità di Dio e della sua Bontà. In questo modo aiuteremo anche a formare la loro coscienza che, arricchita dalla fede, apre un sicuro cammino verso la PACE interiore e il rispetto per gli altri.

(...) Quando nulla al di là dell'individuo è riconosciuto come definitivo, il criterio ultimo di giudizio diventa l'io e la soddisfazione dei desideri immediati dell'individuo. L'obiettività e la prospettiva che derivano solo dal riconoscimento dell'essenziale dimensione trascendente della persona umana, possono andare perdute. Lentamente si afferma un abbassamento dei livelli: gli scopi dell'educazione vengono inevitabilmente ridotti.
Osserviamo oggi una certa timidezza di fronte alla categoria del bene e un'inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della libertà. E particolarmente inquietante è la riduzione della preziosa e delicata area dell'educazione sessuale alla “gestione del rischio”, privo di ogni riferimento alla bellezza dell'amore coniugale.
Questi pericolosi sviluppi pongono in evidenza la particolare urgenza di ciò che potremmo chiamare “carità intellettuale”: cioè la profonda responsabilità di condurre i giovani alla verità non è che un atto d'amore.
In verità la dignità dell'educazione risiede nel promuovere la vera perfezione e la gioia di coloro che devono essere guidati. In pratica, la “carità intellettuale” sostiene l'ESSENZIALE UNITA' DELLA CONOSCENZA, contro la frammentazione che consegue quando la ragione è staccata dal perseguimento della verità.
Ciò guida i giovani verso la profonda soddisfazione di ESERCITARE LA LIBERTA' IN RELAZIONE ALLA VERITA' e ciò spinge a formulare la relazione tra  FEDE e VARI ASPETTI della vita familiare e civile.
Una volta che la PASSIONE PER LA PIENEZZA E L'UNITA'DELLA VERITA' è stata risvegliata i giovani sicuramente gusteranno la scoperta che la questione su ciò che essi possono conoscere li apre alla vasta avventura di ciò che essi dovrebbero fare.
Qui essi sperimenteranno in “chi” e in “che cosa” è possibile sperare e saranno ispirati a recare il loro contributo alla società in un modo che genera la speranza negli altri.

(...) desidero esprimere una particolare parola di incoraggiamento agli insegnanti di catechesi sia laici che religiosi, i quali si battono per assicurare che i giovani diventino quotidianamente più capaci di apprezzare il dono della fede e di praticarla con determinazione.
Se si vuole che questo risveglio cresca, E' NECESSARIO CHE GLI INSEGNANTI ABBIANO UNA CHIARA E PRECISA COMPRENSIONE  DELLA SPECIFICA NATURA E DEL RUOLO DELL'EDUCAZIONE CATTOLICA.

(Whashington, 17 Aprile 2008)