"L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera"
(Richard Bach)

Per ora, però, ho conosciuto il loro cuore…
Infatti non c’è praticamente nemmeno uno di questi ‘articoletti’ scritti dagli ospiti consenzienti all’uso della carta stampata, che non esca direttamente dal cuore.
Sono apparentemente cronache e constatazioni senza grande colore: in realtà ci sono grandi rimandi dietro ognuno.
La rivista, è “una così bella rivista sui disagi esistenziali” come dice G.B. e già questa affermazione esprime un ‘diverso’ che è un troppo pieno, non una mancanza, come invece le migliaia di notizie - gossip - dei nostri giorni riescono a farci sentire.
C’è poi un susseguirsi di racconti in relazione all’esperienza più recente fatta dagli ospiti della Comunità, cioè l’apertura al pubblico di ville e cascine locali (la loro sede è dentro una cascina, appunto).
Questo fatto è stato quasi sicuramente un fatto ‘esplosivo’ rispetto il tran tran consueto, e ci fa intravedere squarci di sofferenza anche se contenuta dal fatto stesso di riuscire a parlarne: una sofferenza che non è altro che il reale che chiede di ‘entrare’ e per taluni di noi, sì… può essere un ospite quantomeno ‘inatteso’.
Ci dice Betty: “la mattinata dell’apertura della nostra cascina è passata anche velocemente, quando verso le 11.00, la maggior parte delle persone, bambini ed adulti, si sono riversati in blocco nella comunità”.
Pare di sentire l’ansia che ha accompagnato il momento in cui, aperte le porte, gli ospiti si sono, come un blocco compatto, riversati negli spazi consueti misurati dal passo lento del disturbo mentale e dalla sua monotona quiete.
Betty, non smette di farci percepire questa sua personale situazione come uno stare ‘sospesa’ e un po’ bisognosa di ‘arginare’ quello che la circonda: non sono solo i visitatori in questo modo ‘a blocco’ che producono un poco le perplessità, c’è la sua stessa affermazione, in un articoletto immediatamente successivo dedicato all’Estate, quando ci dice che ama l’estate, perché “con il calore e la luce del sole, quando sto in una situazione di stabilità, ho una marcia in più”.
Lei, Betty che per l’apertura delle ville e cascine riconosce che quella giornata ha dato a lei e agli altri ospiti ‘una grande possibilità’, quella di” darsi da fare, offrendo aperitivi e salatini”, esprime come è diversa ogni estate da altre estati: elenca le estati di quando era piccola e frequentava le scuole, e allora vacanza voleva dire “fine della scuola, tanto tempo libero”.
Poi erano succedute le estati di “quando lavoravo e la vacanza era intesa come fare le valigie per andare in una località di mare”.
Poi… è arrivata l’epoca dell’estate del suo presente: quella dell’ ”Ora che non riesco a fare progetti a lungo termine”. E’ questa l’estate in cui lei apprezza “la luce, il calore, e, oltretutto, ne trovo benefici per i dolori fisici che l’età mi ha portato”.
Che sia questa... finalmente… l’Estate? Viene da pensare…
Ma il giorno della festa, anche per Lorena c’è stato un qualche straniamento rispetto al solito tran tran e ai passi della solitudine: lei racconta che “abbiamo preparato l’aperitivo per tutte le persone che arrivavano correndo o camminando”.
Forse - per lei - qualcosa di simile a una ‘carica’ di Balaclava…
Però, come dice Maria, “è stato tutto molto gradito e soddisfacente”.
E perché?
Ma perché si “è data l’impressione di essere in un agriturismo e non in una comunità” e, questo, riflette: “per certi versi è anche giusto perché anche qui si vivono momenti belli e meno belli, come d’altra parte nella vita di tutti”, segnale di una ‘diversità’ che viene percepita, respinta, constatata, conservata e interrogativamente contemplata.
Lo chiarisce Betty che conclude: ”Credo che la gente abbia avuto un felice impatto (di nuovo il senso di uno ‘scontro’, un urto, un cozzare di persone come di cose senza un moto ordinato) nel venire in comunità: al di là di quello che possano dire o pensare, avranno un sereno ricordo di questa apparente oasi di pace” (apparente oasi di pace, scritto in stampatello maiuscolo).
E’ ancora l’estate di Maria che ci conduce a spiare da fessure di affettività che si spalancano qua e là.
Aveva fatto una ‘premessa’, quando ci raccontava, nella sezione “Esplorando-Curiosando”, dell’utilizzo di topi e uccellini nelle profondità delle miniere per avere dei ‘segnali’ di pericolo più o meno imminente, in quanto i topi, al sentire un movimento del terreno, cominciavano a divenire irrequieti e gli uccellini si mostravano infastiditi dalla polvere che montava… e concludeva con la riflessione amara il cui spunto era la storia di Santa Barbara uccisa da un padre autoritario e repressivo che “tutt’ora ci sono dei padri-padroni che obbligano i loro figli”.
L’estate attuale, quindi, per lei, ora che ‘non può fare progetti a lungo termine’, è diventata anche un’insospettata fonte di gioia: ”sarà per me la mia prima vacanza senza i familiari, ma con tanti altri amici.”
Se non avessimo capito ancora, di se stessa dice: “d’abitudine trascorro il periodo estivo con i miei famigliari e parenti, quindi sono entusiasta della novità e non vedo l’ora che arrivi presto e preparatevi a leggere l’articolo che sicuramente farò”
Questa estate che, dice Lorena,“ è la mia stagione dei sogni e non mi arrenderò per questi 18 mesi che passerò in comunità”.
Non ‘si arrenderà’ Lorena che si rende conto in questa ‘strana’ estate, di aver raggiunto i suoi “quasi e sospirati 31 anni “grazie ai quali “ spero di maturare sempre più, per avere una famiglia (messa qui, inconsciamente come vera e propria conditio), guarendo il più in fretta possibile”.
Avere una famiglia e guarire il più in fretta possibile.
Appartenere a qualcuno e… scoprire cos’è la salute, la verità di se stessi.

Questo è un augurio a Lorena, Betty, Maria, Fabio, Matteo, Lucia e… a me.