"L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera"
(Richard Bach)



La solitudine che tu mi hai regalato

“Vi scriviamo, sempre nel desiderio di portare conforto alla vostra carità.
Coloro che abitano in queste regioni sono tutti pagani.

Non basta: quelli che hanno preso dimora da queste parti, hanno abbracciato i costumi pagani, sicché hanno perduto persino quel senso di amore e di compassione che si portano a vicenda anche i barbari.

Sono rimasto fortemente colpito, e lo sono ancora, per l’impietosa freddezza di quelli della mia cerchia.

Non avrei mai potuto pensare che anche amici e parenti si disinteressassero di me e non si curassero della mia sorte infelice a tal punto da non voler neppure sapere come mi trovo, se sono ancora vivo o se già morto.

Eppure non dovremo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo?
E con quale coscienza ci presenteremo dinanzi a Lui?

Forse furono paura o timore a spingere quegli uomini a trascurare il comandamento di Dio.
Ma che cosa potrebbe giustificare tale timore?

Di quale alienazione non fu mai causa lo spirito del male!

E così fui addirittura considerato il nemico di tutta intera la compagnia della Chiesa e loro avversario!

Ma Dio ‘vuole che tutti gli uomini siano salvati ed arrivino alla conoscenza della verità’.
Ebbene, allora, per l’intercessione di Pietro stabilisca Dio i loro cuori nella fede ortodossa.
Li renda fermi contro ogni eretico o nemico della nostra Chiesa.
Sicché senza cedere in alcun punto anche minimo e senza piegare in alcuna parte, anche secondaria, conservino integra la fede professata per iscritto dinanzi a Dio ed agli Angeli santi, e per questo possano ricevere insieme a me, poveretto, la corona della giustizia e della fedeltà dalla emani del Signore.

Il Signore stesso avrà certo cura di questo mio povero corpo secondo che a Lui piacerà disporre.
Il Signore è vicino, di che cosa devo preoccuparmi?
Spero che nella Sua misericordia non tarderà a porre fine a questa mia condizione nel modo che Egli crederà”.

(San Martino I, papa e martire. Nato a Todi fu eletto alla cattedra di Pietro nel 649.
In questo stesso anno radunò un concilio per condannare l’errore dei monoteliti.
Arrestato dall’imperatore Costante nel 653 fu condotto a Costantinopoli e
sottoposto a dure sofferenze, quindi, trasferito nel Chersoneso, vi morì nel 656)